I passi da seguire per ottenere un sorriso sano e impeccabile sono semplici: cura e prevenzione.
Quando si parla della propria igiene dentale occorre affidarsi sempre a professionisti veri, qualificati e aggiornati sulle ultime tendenze e tecniche del campo odontoiatrico. Solo in questo modo si ha la sicurezza di ricevere una cura e un trattamento dedicati alle proprie problematiche ed esigenze.
In seconda battuta non va mai dimenticata la prevenzione domestica: la pulizia dei denti con spazzolino (qui https://bit.ly/2YUC5pA , parliamo delle differenze tra elettrico e manuale!) filo interdentale e collutorio.
In questo articolo ci dedichiamo al filo interdentale, spiegando cos’è, come si usa e perché consigliamo di non dimenticarlo mai nella propria routine giornaliera!
Il filo interdentale è un fibra sintetica che serve a pulire i denti singolarmente, penetrando tra gli interstizi dentali ed eliminando la placca e residui di cibo accumulati. Il filo agisce come una lama: strofinato sulla superficie di ogni dente passa radente sullo smalto ed elimina gli accumuli batterici evita che si trasformino in tartaro e diano inizio a alitosi e infezioni. Sappiamo che molti pazienti trovano molto spiacevole e fastidioso l’utilizzo del filo interdentale, ma c’è una buona notizia: se è consigliato spazzolare i denti almeno tre volte al giorno per un minimo di due minuti, il filo interdentale va utilizzato una sola volta al giorno, meglio se alla fine della giornata!
Il filo interdentale va passato su tutti i denti. Il modo più semplice di utilizzarlo prevede che si tagli una lunghezza di 30\40 cm arrotolando le estremità tra indice e pollice. Tenendo il filo teso, se ne infila la porzione libera tra due denti, chiudendolo a U intorno a una. Questo passaggio va eseguito con delicatezza, per evitare che il contatto del filo con la gengiva non la irriti o la lesioni. Una volta inserito il filo tra i denti, va abbracciato un dente e con dei brevi movimenti intermittenti va strofinato il filo sulla sua superficie fino sotto il colletto gengivale. L’operazione va eseguita su tutti i denti e per questo l’operazione potrebbe risultare complicata o difficoltosa. Esistono tuttavia forcelle tendifilo o fili interdentali vibranti che permettono di raggiungere ogni dente anche in situazione di sovraffollamento o denti storti. Si consiglia inoltre di partire dai denti posteriori e finire con i molari sul lato opposto.
Rimane al paziente la scelta del tipo di filo (se cerato e quindi più scivoloso, o meno) e quando utilizzarlo: se passato prima dello spazzolino elimina i residui di cibo e permette ai principi del dentifricio di penetrare più in profondità nell’arcata dentale; al contrario, se passato dopo lo spazzolino, questo avrà già eliminato i residui di cibo e il filo potrà gire più in profondità sul singolo dente.
In Italia il filo interdentale è ancora molto sottovalutato come strumento di prevenzione, tuttavia va tenuto ben presente che la rimozione della placca eseguita giornalmente permette di non creare incrostazioni di tartaro, a loro volta responsabili in primo luogo di alitosi, gengiviti e infezioni all’arcata dentale mentre, a lungo termine, sono la prima causa di carie interdentali.